ATTIVITÀ DA SVOLGERE IN CASA: COMBATTERE LA DEMENZA DIVERTENDOSI INSIEME

Se anche tu ti prendi cura di un familiare affetto da demenza e non hai mai sentito parlare di “riabilitazione cognitiva” o di “stimolazione cognitiva”, questo articolo fa sicuramente al caso tuo.

Perché? Perché vuol dire che fino a questo momento non hai percorso la strada più efficace per contrastare il decorso della malattia.

Quindi partiamo male, molto male! Ma non temere, ci siamo noi ad aiutarti!

Prendersi cura del corpo del nostro caro e trattare, attraverso l’uso di farmaci, i disturbi comportamentali che egli presenta è senza dubbio fondamentale ma come la mettiamo con le sue abilità mentali? Ci stiamo prendendo cura di esse? Si, perché più il cervello lavora (ovvero, viene stimolato a mantenersi attivo), meno si deteriora; al contrario, meno viene stimolato, più veloce sarà il decorso della malattia e delle sue abilità residue. E’ importante tenere il nostro caro in allenamento costante e continuo, sia per un mantenimento fisico che mentale.

Negli ultimi anni, infatti, sono stati sviluppati numerosi programmi riabilitativi rivolti ai nostri cari che, oltre a stimolare efficacemente le loro funzioni cognitive, tengono conto di fattori emotivi e psicologici: terapie come la terapia della reminescenza consentono, ed esempio, di migliorare il tono dell’umore dei malati e rivitalizzarne gli interessi, persi a causa del progredire della malattia. Inoltre, la stimolazione cognitiva, associata ad interventi di ambiente protesico, attuati presso il domicilio del paziente e volti alla compensazione dei disturbi cognitivi e comportamentali e delle limitazioni funzionali e promuovendo le abilità residue, consentono di intervenire efficacemente sul paziente nel proprio ambiente domestico.

Lo sapevi che… i trattamenti non farmacologici, tra cui la riabilitazione e la stimolazione cognitiva, si sono rivelati utili anche nel migliorare la qualità di non solo del malato ma anche di chi se ne prende cura (Oazaran et al., 2010)?

A tal punto sorge una domanda: quali attività si possono eseguire in casa con il proprio caro? Le attività sono molteplici e vanno calibrate in base alle abilità del malato che, ovviamente, vanno impoverendosi con il progredire dalla malattia. In questo potrà esserci utile un neuropsicologo esperto nel campo delle demenze che ci aiuterà a creare, parallelamente e imprescindibilmente ad un intervento riabilitativo specialistico, un programma di attività facili e anche piacevoli da poter svolgere in casa con il nostro caro. Attività giocose, oltre ad essere più facilmente gradite ed accettate dai nostri cari, coltivano la nostra relazione e ci avvicinano gli uni agli altri, accettando l’errore e la difficoltà come regola condivisa del gioco.

Attività come il ballo, il canto, il gioco con le carte, la ricostruzione di un puzzle (magari con tessere gradualmente più grandi) , la cura del giardino, disegnare o colorare, cucito, lavoro a maglia o ricamo (per le donne), aiutano a strutturare la giornata, favoriscono la socializzazione e ci aiutano a contrastare la malattia.

Ma quali sono le indicazioni fondamentali da seguire per poter trovare attività da far svolgere in casa ai nostri cari? Ecco di seguito le più importanti:

  1. Cercare di coinvolgerli in più attività quotidiane possibili (es. nel cucinare o nella cura della casa), anche se il suo aiuto non è realmente necessario; tale aspetto è fondamentale anche ad aumentare la partecipazione alla vita familiare e soddisfare il desiderio/bisogno dei nostri cari di contribuire ad essa.
  2. Sfruttare tutte quelle attività da sempre svolte con piacere, mettendo comunque in conto che la malattia potrebbe modificarne l’interesse (non arrendiamoci e cerchiamo di essere flessibili e creativi!).
  3. Enfatizziamo il divertimento e lo stare insieme, non il risultato.
  4. Se non sono più in grado di continuare a svolgere attività abituali, semplifichiamole o sostituiamole con altre più semplici; evitiamo il più possibile di sostituirci al nostro caro, stimolando la loro autonomia e le competenze residue.

Ricordiamo infine di promuovere l’attività fisica: semplici passeggiate all’aria aperta sono perfette per tutelare il tono muscolare, migliorare la mobilità articolare e l’equilibrio, aumentare l’appetito, facilitare il riposo notturno nonché per scaricare la tensione, l’aggressività (che spesso caratterizza chi è affetto da demenza) e migliorare l’orientamento spaziale nell’area circostante la casa; il tutto con ricadute positive nel facilitare alla famiglia la gestione quotidiana dei propri cari.

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