BADANTE E DEMENZA: COME FORNIRE REALE ED EFFICACE ASSISTENZA AL NOSTRO CARO E ALLA NOSTRA FAMIGLIA?

Tante sono le scelte difficili che dobbiamo affrontare quando ci prendiamo cura di una persona affetta da demenza.

La scelta di assumere una badante è tra quelle più importanti e tormentate poiché in questi casi particolarmente lungo e doloroso può essere il processo di scelta, dove spesso restiamo sospesi tra la necessità di un aiuto esterno e la volontà di poter ancora essere in grado di prenderci cura in prima persona del nostro caro.

Non parliamo poi delle inevitabili preoccupazioni di contorno come quella economica o la paura di non affidarci a delle mani competenti.

Ma non siamo soli: la richiesta di lavoro di cura a domicilio rappresenta infatti un fenomeno in crescente diffusione nella nostra società, essendo sempre più numerose le famiglie che si trovano a dovere ricorrere all’aiuto di terzi per la cura di un familiare anziano molto spesso affetto da demenza; tale lavoro di cura è nella maggioranza dei casi svolto da badanti che hanno provenienze culturali, età, percorsi professionali e scolatici molto diversi.

Lo sapevi che nel linguaggio comune siamo abituati a chiamarle badanti ma il termine tecnico più appropriato sarebbe “assistente alla persona”?

Selezionare una badante non è una cosa facile poiché significa far combaciare le competenze e le disponibilità della persona con le esigenze e i bisogni del nostro familiare anziano e della famiglia.

Ma cosa valutare per affidare con sicurezza ad un estraneo la cura dei nostri cari? Come essere sicuri che questa abbia le giuste competenze? Per prima cosa parliamo di due cose da NON fare:

  1. Non cadere nello stereotipo della categoria “badante”, spesso vista come un insieme di persone con le medesime caratteristiche e, soprattutto, medesimi difetti;
  2. Non cadere nel rischio di minimizzare le competenze necessarie a svolgere il lavoro di cura con anziani non autosufficienti e quindi a selezionare la badante più sulla base di qualità umane della persona, piuttosto che di competenze specifiche.

Sarebbe un grosso, grossissimo errore!

Sicuramente ci sono badanti che fanno questo mestiere con minore motivazione e professionalità, ma questa non è la regola! In una nostra newsletter abbiamo parlato infatti di 5 preliminari e importanti consigli che possono tornarci utili in questa delicata scelta, ovvero:

  1. SEMPRE EFFETTUARE UN COLLOQUIO

La persona, possiede tutti i documenti necessari? Ha esperienza nel settore dell’assistenza? Possiede un attestato di formazione in area socio-sanitaria? Possiede referenze verificabili? La persona appare compatibile con le esigenze della persona malata?

  1. CHIEDERE “COME SI COMPORTEREBBE SE…?”

Formulare alla persona domande in questa formula ci fornisce molte informazioni, soprattutto in merito alla pazienza, all’amore per il proprio lavoro e al rispetto per l’assistito!

  1. DOCUMENTI IN REGOLA, MOTIVAZIONE E COMPETENZA

Sempre diffidare dall’assenza di queste tre caratteristiche.

  1. SFRUTTARE AL MEGLIO IL PERIODO DI PROVA

Far svolgere alla persona più mansioni possibili che tu e gli altri familiari potete controllare; non dimentichiamoci di chiedere un parere anche al nostro caro assistito.

  1. FORMAZIONE SPECIFICA

Se  l’anziano da assistere è affetto da una particolare patologia, come ad esempio in caso di demenza, è fondamentale che la persona abbia competenze specifiche!

Non esiste la badante “perfetta” e sebbene non sempre chi si occupa di assistenza possieda competenze specifiche nel campo della demenza, è auspicabile che, qualora possibile, la famiglia stessa possa fornirle (direttamente o indirettamente) attraverso la partecipazione a percorsi di formazione che possano soddisfare le singole esigenze.

Rivolgiamoci a professionisti esperti nel settore della formazione ai caregiver e al personale di assistenza.

Non sottovalutiamo il fatto che l’impegno, la fatica e le difficoltà dell’assistenza che viene richiesto a noi familiari viene richiesto anche al personale di assistenza.

Conoscere la malattia e comprendere i bisogni che porta con sé è importante per migliorare la vita del paziente e di chi lo accudisce: non è solo la persona che soffre di demenza ad avere bisogno di cure, anche chi lo assiste necessita di sostegno, consulenza e di consigli che aiutino a rendere il suo compito meno gravoso.

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