MALATI PER AMORE: SACRIFICARE NOI STESSI PER ASSISTERE UN FAMILIARE?

 

Quali sono i sintomi e le problematiche correlate alle molte patologie invalidanti e, in particolare, a quelle neuro degenerative come la demenza, è dato saperlo.

Non sempre però è facile per le nostre famiglie adeguarsi e fare i conti con esse giorno dopo giorno. Soprattutto ai giorni nostri, le prospettive di vita sono molto aumentate e non sempre si invecchia in salute ed autonomia; le esigenze dei nostri cari anziani e, in particolare, di quelli affette da patologie degenerative sono infatti sempre molte e, molto spesso, inaspettate e nuove.

Che dire, il cambiamento è sempre dietro l’angolo e siamo chiamati a coglierlo anche quando non possediamo più le risorse mentali necessarie.

Spesso facciamo davvero tanta fatica ad affrontare i cambiamenti, soprattutto quando essi si presentano come veri e propri stravolgimenti della nostra vita.

Ma quando i cambiamenti sono inevitabili, dobbiamo fare attenzione a non restare intrappolati in una situazione di stallo tra necessità e resistenza, poiché se da un lato i cambiamenti sono auspicabili, al tempo stesso, sono spesso temuti e allontanati.

Parole come demenza e Alzheimer fanno sempre più parte del nostro vocabolario e, nello specifico, delle famiglie che con non poche difficoltà si sono trovate ad affrontare situazioni complesse, a volte senza un significativo supporto e catapultate in un mondo completamente nuovo in cui dovranno ri-accogliere un familiare che, a volte lentamente, altre volte bruscamente, cambia fino a non essere più riconosciuto.

L’effetto che la demenza può determinare sul cervello causa infatti una notevole alterazione del comportamento delle persona e, indirettamente, un inesorabile cambiamento del clima familiare.

Siamo preparati ad affrontare tutto questo? Conosciamo le strategie e le tecniche migliori e ottimali per affrontare le difficoltà che si presenteranno ogni singolo giorno? Saremo pronti quando ci sentiremo soli, abbandonati e stanchi di lottare, e dovremmo accudire e sorvegliare il nostro caro 24 ore su 24?

Tutto questo causa nelle nostre famiglie confusione, quasi a rispecchiare la stessa confusione che cresce nella mente del nostro caro, in cui ricordi, immagini, persone e significati si mescolano e confondono fino a perdersi del tutto.

Non è facile per un familiare fare fronte a tutto ciò: dover ogni giorno imparare a conoscere la persona che ha di fronte, comprendere un nuovo linguaggio, nuovi gesti, nuove richieste.

Ci sentiamo impotenti e spesso frustrati dall’impossibilità a gestire la situazione poiché stentiamo a comprendere ciò che sta accadendo.

Trovarsi ad affrontare la demenza comporta una grande sofferenza; ci si ritrova sottoposti ad un processo di continuo logoramento psico-fisico, più generalmente identificato con la parole ‘stress’.

Lo stress fa parte di noi. Giorno dopo giorno ne siamo a stretto contatto e, troppo spesso, ne siamo inglobati fino a non vederne una possibilità di uscita. Quello che a volte ignoriamo è che, oltre le complicazioni emotive e psicologiche, lo stress stimola la produzione di cortisolo che, tra i tanti effetti sul nostro organismo, causa:

Anche se, lentamente, il sociale sta cercando di dare voce alle famiglie, soprattutto a quelle in maggiori condizioni di difficoltà e sofferenza, spesso rimane in noi una profonda frustrazione derivata dall’insicurezza nel gestire una malattia sulla quale non siamo sufficientemente istruiti, oltre che dai carichi economici ed oggettivi della cura.

In alcune situazioni, sentimenti come rabbia e senso di colpa sono emozioni del tutto momentanee e transitorie, in altre ahimè queste si cronicizzano. E noi, familiari di persone che assistono in casa un anziano non autosufficiente o affetto da demenza, sappiamo benissimo di cosa stiamo parlando.

Uno degli ingredienti segreti per mantenere un adeguato equilibrio psicofisico, specialmente quando ci troviamo ad affrontare situazioni difficili, è quello di ritagliare sempre uno spazio per noi stessi e per coltivare le nostre relazioni.

Nonostante tutto questo, i familiari rappresentano la risorsa principale per l’assistenza e, se affiancati da un esperto nella gestione quotidiana del malato, permettono la riduzione dei costi legati all’assistenza e del ricorso all’istituzionalizzazione nonché un più efficace intervento atto a contrastare attivamente il decorso della malattia.

E in un mondo in cui siamo ad oggi destinati a restare “pazienti nascosti”, dobbiamo rimboccarci le maniche: sarà nostra la alla responsabilità di compiere una scelta: attendere o agire!

Perché esiste una sola strategia vincente, ed è quella di essere preparati sulla malattia, sugli interventi realmente efficaci nel contrastarne la progressione e ricorrere ad un supporto per salvaguardare la propria salute.

 Afferra la stretta di qualcuno che ti aiuterà, e poi utilizzala per aiutare qualcun altro.
(Booker T. Washington)

 

 

 

 

 

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