QUALE ALIMENTAZIONE I NOSTRI ANZIANI? UN’ASSICURAZIONE PER L’INVECCHIAMENTO.

L’alimentazione è sempre più, negli ultimi anni, oggetto di interesse scientifico non soltanto per quanto riguarda validità di diete e di particolari regimi alimentari di cui oggi si parla molto, ma soprattutto per quanto riguarda la lotta a molte condizioni mediche e non solo.

Sappiamo infatti che, da elevati livelli di colesterolo a problemi di funzionalità renale, dalla celiachia all’iper o ipo tiroidismo, molte persone hanno bisogno di un regime alimentare specifico dal quale non possono scostarsi, pena ulteriori complicazioni mediche o peggio.

Qual’è la buona notizia? Che anche gli italiani, finalmente, sono sempre più sensibili alla tematica della prevenzione e, con essa, anche a quella dell’alimentazione. Ma abbiamo ancora parecchia strada da fare… Nello specifico, vogliamo soffermarci oggi sull’importanza dell’alimentazione nel campo dell’invecchiamento sia normale che patologico.

Perchè? Per due motivi principali: il primo riguarda il fatto che spesso, nell’immaginario comune, l’uomo resta  giovane in eterno (ci piacerebbe!) e non si considera che con l’aumentare dell’età cambiano le richieste fisiche e mentali; il secondo è che da anni ormai il mondo della scienza ha accertato una correlazione diretta (sia in termini di insorgenza che di decorso) tra alimentazione e alcune delle peggiori e mortali condizioni patologiche quali neoplasie, malattie cardiovascolari e demenze.

Lo sapevi che all’aumentare dell’età avvengono modificazioni fisiologiche, quali il rallentamento del metabolismo basale e la diminuzione della muscolatura scheletrica, cambiamenti dello stile di vita, come la ridotta attività fisica, che riducono il fabbisogno energetico, ma che richiedono un giusto apporto di nutrienti?

Il problema, nell’anziano, è appunto quello che è necessario garantire un regime alimentare equilibrato e completo nei principali nutrienti. Non dimentichiamo poi l’importanza di una adeguata idratazione: infatti, gli anziani sentono meno la sete o non bevono per paura di disturbi come l’incontinenza urinaria o per timore dell’accumulo di liquidi; è invece necessario bere ogni giorno una buona quantità di acqua per preservare la funzionalità renale, idratare la pelle, e ridurre il rischio di stipsi. Ricordiamo che un vantaggio dei liquidi è quello di poter essere introdotti sotto diverse forme, anche maggiormente gradite come i succhi di frutta; per la gioia di molti, anche un bicchiere di vino durante i pasti va bene… purché la quantità sia limitata!!!

Lo sapevi che le persone anziane sono anche a rischio di carenza di ferro? Evitiamola aumentando ad esempio il consumo di legumi, radicchio, spinaci, uova e carne rossa.

Queste e molte altre indicazioni per una più corretta alimentazione sono già presenti nella “dieta mediterranea”, riconosciuta come uno tra i regimi alimentari più completi e fondamentali per garantire la salute dell’individuo durante tutto l’arco di vita.

 

 

I più recenti studi in merito (es. Hardman et al., 2016), già da molto tempo, hanno accertato infatti che, chi segue tale regime ha una prospettiva di vita più lunga e più in salute. Ciò riguarda non solo l’invecchiamento normale ma anche quello patologico: si parla nello specifico, come già accennato prima, delle demenze.

Un malato di demenza, rischia più di quanto si possa pensare di non mangiare e bere a sufficienza e in modo equilibrato e, in conseguenza, di essere malnutrito e di peggiorare il suo stato di salute. Ricordiamoci poi che mangiare e bere non è importante solo per la salute fisica ma anche per l’umore; è importante tenere vivo il gusto di mangiare e bere insieme, anche se spesso è tutt’altro che facile.

Ma perchè chi si ammala di demenza ha tutte queste difficoltà con l’alimentazione? Perchè le alterazioni dovute alla demenza sono tante. Tra le più frequenti ritroviamo queste condizioni:

  • I disturbi della memoria possono indurre il malato a non svolgere più correttamente operazioni abituali come fare la spesa e cucinare finendo per cucinare e mangiare sempre meno o sempre le stesse cose;
  • Spesso non si è più in grado di esternare la propria fame e la propria sete o non si ricorda più se si ha già mangiato o bevuto;
  • Sono presenti alterazioni olfattive e gustative che possono ridurre l’appetito.

Che si tratti di un invecchiamento normale o patologico, i familiari che si prendono cura di un anziano possono fare molto per garantire ai loro cari le migliori condizioni di salute possibile e se in caso di difficoltà o dubbi non esitiamo a  rivolgerci ad un esperto del settore dell’invecchiamento.

Il benessere di domani dipende dalle scelte che facciamo oggi!